Come Costruire un Indice Efficace
Scegliere metriche e ponderazioni, ed evitare i rischi che possono falsare i ranking e far emergere giocatori inadatti
Hai individuato una lacuna nella rosa: un regista. Dalla definizione di questa esigenza alla raccomandazione finale del reparto Scouting, tuttavia, il percorso è lungo. In questo articolo analizziamo una fase fondamentale di questo processo: la costruzione di un indice.
Ripercorreremo i passaggi necessari per costruire un indice efficace — dalla definizione del profilo ricercato, a un sotto-insieme specifico di metriche e ai relativi pesi — fino alle tre aree di rischio a cui prestare attenzione.
Dove si colloca nel processo
All’interno del tipico processo di Scouting, la costruzione di un indice si colloca nella fase di ricerca dei giocatori. È il momento in cui occorre restringere un ampio insieme di giocatori a una shortlist di possibili obiettivi. Una scelta sbagliata delle metriche dell'indice, o una distribuzione squilibrata dei pesi tra di esse, può escludere prematuramente dei giocatori dalla valutazione o, al contrario, far avanzare alla fase successiva profili non adatti.

Che cos'è un indice e come si costruisce
Un indice è un singolo numero ottenuto dalla somma ponderata di metriche normalizzate. Gli indici sono ampiamente utilizzati nel calcio per restringere un ampio insieme di giocatori in una shortlist di potenziali target che corrispondono a un profilo ricercato.
Per costruirne uno servono tre elementi:
- Un profilo ricercato (ad esempio un "Difensore centrale di impostazione").
- Un sotto-insieme di metriche selezionate che corrispondano agli attributi richiesti.
- Pesi assegnati a ciascuna metrica.
All'apparenza sembra semplice. Il problema è che i ranking derivanti da un indice sono soggetti alla significatività matematica, che non sempre coincide con la rilevanza sul piano calcistico.
Un indice, alla sua base, è matematica. Prende dei numeri, li normalizza, li somma in base ai pesi assegnati e produce una classifica. Per quanto questo esercizio dia sempre un risultato ordinato, ciò non significa necessariamente che la differenza tra due giocatori distanti in classifica sia rilevante in termini calcistici concreti. Occorre tenere conto della scelta delle metriche e di come si distribuiscono sull'intero campione.
Di seguito esploriamo tre potenziali rischi a cui prestare attenzione quando si costruisce un indice: perché sono importanti, come possono falsare i risultati e come evitarli.
Rischio #1 — Metriche poco discriminanti
La prima domanda da porsi su ogni singola metrica, prima di inserirla nell'indice, è se separi davvero i giocatori. È ciò che indica il Coefficiente di Variazione (CV).
Il CV è la deviazione standard di una metrica divisa per la sua media e moltiplicata per 100. Permette di valutare la dispersione di una distribuzione.
Un CV basso significa che la maggior parte dei giocatori ottiene valori vicini alla media, quindi la metrica offre un basso grado di separazione. Nell'esempio qui sotto, utilizzando PSV-99 Media — una metrica con un CV del 3,9% — una differenza di 43 posizioni in classifica si rivela determinata da 86 millisecondi di scarto in uno sprint sui 10 metri: statisticamente reale, ma di fatto impercettibile in campo.
(Il campione utilizzato in questo articolo è composto da centrocampisti che hanno disputato almeno 5 partite da 60 minuti nei campionati dei “Big Five”. Le conclusioni dipendono dal campione)
In alternativa, il Conteggio Sprint P90, una metrica con una correlazione di 0,81 con il PSV-99 e un CV del 37,6%, cattura gran parte dello stesso segnale ma separa meglio i giocatori.
Per illustrare ulteriormente il punto, si può notare che, mentre i grafici qui sotto mostrano una differenza simile tra il 25° (P25) e il 75° percentile (P75) dopo la normalizzazione, quello del PSV-99 indica solo 67 ms di differenza in uno sprint sui 10 metri (non rilevante sul piano calcistico), mentre il Conteggio Sprint indica una differenza di 4,5 sprint ogni 90 minuti (piuttosto rilevante).

Sebbene un CV più alto indichi in genere una migliore separazione, in alcuni casi può spingersi troppo oltre e risultare fuorviante. Prendiamo, ad esempio, i Passaggi che superano la prima linea (per 30 TIP). Il suo CV del 100% deriva dal legame della metrica con un ruolo di centrocampo molto specifico. Non separa bene i giocatori: mette in evidenza solo una ristretta cerchia di registi “specialisti”, mentre la maggior parte dei giocatori si comprime vicino allo zero. Sarebbe utile solo se si stessero analizzando nello specifico registi che ricevono al di sotto della prima linea di pressione avversaria.
Come visibile sopra, una differenza di appena 1,41 passaggi che superano la prima linea P30 TIP produce uno spostamento di 88 posizioni, determinato da una metrica con una distribuzione estrema.
Un'alternativa più affidabile per una ricerca più ampia sono i Passaggi che superano la seconda linea, con un CV più gestibile del 58,9% e una correlazione di 0,64 con la metrica sulla prima linea. Dopo la normalizzazione, i passaggi che superano la prima linea mostrano solo 0,83 di differenza tra P25 e P75, contro 1,49 dei passaggi che superano la seconda linea a parità di distacco in classifica.

Valutare la capacità discriminante di una metrica, sia statisticamente (tramite il CV) sia in termini calcistici concreti, è un passaggio critico prima di includerla in un indice. Selezionare metriche con un maggior potere discriminante e meno dipendenti da scenari tattici specifici offre una base più affidabile per un confronto efficace tra i giocatori.
Rischio #2 — Metriche troppo correlate
La capacità di separazione non è l'unico aspetto da tenere a mente nella scelta delle metriche. La domanda successiva dovrebbe riguardare quanto due o più metriche siano correlate tra loro.
Ad esempio, Conteggio azioni ad Alta Intensità (P90) e Distanza ad Alta Intensità (P90) hanno una correlazione di 0,966. Di fatto è come includere due volte la stessa metrica. L'impatto di queste metriche correlate sul risultato sarà maggiore del previsto, raddoppiando il peso di un unico attributo sottostante.
Se costruisci un indice con cinque metriche, ciascuna pensata per pesare il 20% del punteggio finale — un quinto per i possessi, un quinto per le corse senza palla, un quinto per l'Intensità, etc. — e due di queste metriche in realtà misurano la stessa qualità, il risultato sarà fuori equilibrio.
Al contrario, una correlazione negativa può generare un problema di tipo diverso. Conteggio azioni ad Alta Intensità (P90) e Passaggi che superano la penultima linea (P30 TIP) hanno una correlazione di -0,51. Ciò significa che, anche tra i giocatori ai vertici del ranking, è meno probabile trovarne che ottengano valori alti in entrambe le metriche. Se il profilo ricercato richiede davvero entrambe le qualità, ci si deve aspettare che il bacino di candidati si riduca in modo significativo.

D'altro canto, quella scarsità può essere letta anche come un punto di forza. Trovare profili che ottengano valori alti in entrambe può essere una scoperta legittimamente rara e preziosa, su cui potrebbe valere la pena concentrarsi.
Valutare le coppie di metriche in termini di correlazione, positiva o negativa, è, ancora una volta, un passaggio cruciale. Un'alta correlazione positiva di fatto duplica una metrica e ne raddoppia il peso, mentre una forte correlazione negativa può tradursi nella ricerca di combinazioni statisticamente rare o persino irraggiungibili.
Rischio #3 — Troppe metriche
Per quanto possa essere allettante pensare che aggiungere più metriche renda l'indice più completo, i dati dicono il contrario. In generale, più metriche si includono, più si perde comprensione di ciò che determina l'alto posizionamento di un giocatore, e più punti deboli mostreranno anche i giocatori ai vertici della classifica.
Il grafico sottostante mostra i primi 25 giocatori su una serie di estrazioni casuali di metriche (pesi uniformi, 100 insiemi casuali per punto), tracciando quale quota delle metriche di un indice scende sotto il 50°, il 75° e il 90° percentile al crescere del numero di metriche, da cinque a 20.

Con cinque metriche, il 18% delle posizioni di un giocatore tra i primi 25 cade sotto il P50, il 36% sotto il P75 e il 60% sotto il P90. Con 20 metriche, questi valori salgono rispettivamente al 29%, 54% e 77%.
Di seguito, è possibile vedere come si traduce tutto ciò in una situazione reale. Questo indice è molto simile a uno costruito da un candidato durante una prova di selezione nella nostra WebApp Lab, con 18 metriche diverse. Possiamo supporre che comporti un rischio elevato di CV problematici, correlazioni (conteggi e distanze) e punti deboli dovuti all'elevato numero di metriche.
Ecco cosa produce quell'indice: il primo in classifica è di livello assoluto in quasi ogni metrica, ma presenta punti deboli molto evidenti. Il 34° non mostra alcuna criticità: un profilo più costante, più equilibrato e più completo del giocatore posizionato molto più in alto di lui. Se l'obiettivo era trovare il giocatore più completo, è difficile sostenere che questo fosse il risultato voluto.
Lo stesso scollamento emerge di nuovo con questa richiesta che abbiamo ricevuto per un "Regista".
- Tecnicamente pulito, si offre per ricevere in fase di possesso ed è calmo sotto pressione. Molto resistente al pressing. → Opzioni di passaggio in Sviluppo, Percentuale di possessi mantenuti sotto alta pressione.
- Progressivo nel passaggio, molto efficace nei filtranti in tutti e tre i terzi di campo. → Passaggi che rompono linee (tutte e 3).
- Tatticamente intelligente e capace di spostare la zona d'attacco con cambi di gioco.
- Comprensione del gioco per gestirne il ritmo, capace di equilibrare mantenimento del possesso con giocate rischiose ma determinanti.
- Intelligente in fase di non possesso, efficace nello schermare, nel restringere gli spazi e nell'intercettare i passaggi progressivi avversari.
- Fisicamente in grado di coprire distanze elevate per essere sempre disponibile in fase di possesso e per riaggredire in fase di non possesso. → Distanza ad Alta Intensità, Riaggressioni.
Ancor prima di costruire un indice, si può dedurre che trovare un profilo capace di fare tutte queste cose, posizionato sopra il P60 nel proprio campionato per le metriche sopra indicate, sia estremamente difficile.
Il risultato? Un solo giocatore su 541 ha superato la soglia.
L'approccio alternativo, in questo caso, consiste nel concentrarsi solo su ciò che conta di più nella fase di shortlist, con meno requisiti e una ponderazione adeguata, valutando gli altri attributi più avanti nel processo di Scouting.
Considerazioni finali
Costruire un indice è uno dei modi più efficienti per orientarsi in un ampio insieme di giocatori nella fase di ricerca. Comporta però delle sfide. E, trattandosi di una delle fasi fondamentali di un processo di Scouting, richiede un livello di attenzione particolare. Un'impostazione sbagliata in questo punto può portare a escludere un ottimo candidato prima ancora che qualcuno lo veda giocare.
È fondamentale capire che cosa misura davvero ciascuna metrica, come le metriche si relazionano tra loro e a che cosa si rinuncia ogni volta che se ne aggiunge una.
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